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Condominio: quali mezzi anti intrusione sono ammessi?

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Ogni estate il tema della sicurezza nelle abitazioni ritorna ad essere importante, in previsione delle assenze per ferie delle famiglie. Ogni condomino può installare nella propria abitazione alcuni mezzi anti intrusione, pensati allo scopo di far desistere eventuali malintenzionati dall’entrare nell’appartamento.

Per proteggere la propria casa si può scegliere tra sistemi di sicurezza meccanici, come porte blindate e relative serrature di sicurezza, finestre e tapparelle blindate, recinzioni e inferriate e/o sistemi di antifurto, cablati o wireless, con sistemi di rilevazione a contatto magnetico, a sensori infrarossi o a ultrasuoni.

Questi strumenti però, soprattutto quando si tratta di sistemi di sicurezza meccanici, sono installabili dietro presa visione del regolamento condominiale e delle sue regole che, a volte, per questioni di decoro dell’immobile impongono limiti restrittivi.

Alcuni mezzi antieffrazione, come ad esempio le inferriate a porte e finestre dei piani più suscettibili di attacchi da parte di ladri, sono sempre consentite, seguendo comunque il principio enunciato dalla Cassazione secondo il quale “è lecito il mutamento esteriore che non cagioni un pregiudizio economicamente valutabile, o che, pur arrecandolo, si accompagni ad una utilità la quale compensi l’alterazione architettonica che non sia di grave ed appariscente entità” (Cass., Sez. II, 15 maggio 1987, n. 4474).

Lo stesso discorso vale per mezzi anti intrusione progettati per spazi all’aperto, come i fili spinati, le schegge di vetro o le lance posizionati su muri e cancelli: questi mezzi sono solitamente consentiti, in quanto strumenti dotati di capacità offensiva ridotta; l’installazione andrà comunque discussa in sede condominiale.

Poiché a volte l’esercizio del diritto di proprietà ed il principio di legittima difesa pongono questioni di difficile risoluzione, a seconda dei casi la giurisprudenza ha proposto una casistica: mezzi anti intrusione più subdoli e offensivi, come tagliole, trabocchetti con lance nascoste, e simili, non sarebbero autorizzati, e di conseguenza eventuali danni a persone derivanti dal loro uso sarebbero sempre da sanzionare.

Avendo presente questi principi di legge e buon senso, è possibile attivarsi quindi per mettere in maggiore sicurezza la propria abitazione, quando se ne ravvisi la necessità.

(fonte: www.condominioweb.com)

Contabilizzazione del calore: valvole termostatiche obbligatorie entro il 2016

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Entro il 31 dicembre 2016 diventa obbligatorio per tutti i cittadini di Roma e del Lazio installare le valvole termostatiche ed i contabilizzatori di calore sui termosifoni.

Il decreto legge 102/2014, che recepisce la direttiva 2012/27/Ue per l’efficienza energetica, impone ai cittadini che abitano in condomini con riscaldamento centralizzato, di installare, su ciascun termosifone, delle valvole termostatiche con contabilizzatori di calore.

I proprietari di immobili dotati di riscaldamento autonomo, che non abbiano ristrutturato lo stesso dopo il 2007 e non abitino in nuove costruzioni, sono esclusi dall’obbligo, così come i condomini che abitano in edifici in cui siano presenti degli impedimenti tecnici, come un impianto radiante antiquato, troppo complesso da adeguare.

I contabilizzatori dovrebbero produrre un risparmio economico, anche se la loro installazione ha dei costi abbastanza elevati.

Secondo alcune stime, la spesa per l’installazione delle valvole costa in media 120 euro per ogni termosifone:  a titolo di esempio, il proprietario di un appartamento di 80 mq con sei termosifoni dovrebbe sostenere una spesa di circa 1.100 euro, compreso il prezzo per l’adeguamento delle pompe di circolazione dell’impianto condominiale, che da portata fissa deve diventare variabile.

Se l’adeguamento dell’impianto risulta realizzato insieme con un intervento di efficientamento energetico, le spese sono detraibili al 65%, altrimenti al 50% con i benefici previsti per le ristrutturazioni. Il bonus è concesso sotto forma di detrazione Irpef  e si ottiene in dieci anni. Si stima che il costo di tutti i lavori possa essere ammortizzato in 4-6 anni.

Con l’installazione delle valvole termostatiche sarà inoltre necessaria una modifica del regolamento condominiale, che preveda una diversa norma per la ripartizione delle spese per il riscaldamento.

I reali consumi di ogni singolo appartamento, infatti, saranno calcolati in base a quanto risulta dalla lettura del contatore.

Chi potrebbe guadagnarci? Soprattutto gli alloggi ai piani intermedi, mentre si stima che le abitazioni all’ultimo piano, al primo piano o adiacenti ad appartamenti vuoti consumeranno di più con conseguente maggiore spesa per il riscaldamento.