Archivi del mese: febbraio 2016

Come affittare casa

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Volete prendere una casa in affitto? State decidendo di affittare il vostro appartamento? Ecco dieci consigli per affittare casa senza difficoltà.

1)  L’affittuario (denominato in sede contrattuale “conduttore”) ha diritto al contratto in forma scritta, sottoscritto da entrambi e registrato all’Ufficio del Registro territoriale. Il proprietario (denominato in sede contrattuale “locatore”) consegna le chiavi all’inquilino solo dopo la stipula per iscritto del contratto.

2) Non accettare proposte di non registrare il contratto o di far figurare in contratto un canone inferiore al reale (in particolare negli usi commerciali, industriali e artigianali, nei quali l’inquilino vuole evitare il confronto tra canone pagato e reddito denunciato).

3) Non accettare proposte di contratti (quali foresterie fittizie e asseriti usi transitori) surrettiziamente riconducibili alla durata di otto anni prevista dalla legge.

4) Vietare la sublocazione a canone superiore a quello pagato dall’inquilino al locatore; salvo patto contrario, l’inquilino ha facoltà di sublocare l’immobile a lui affittato (art. 1594 c.c.) ma non può cedere il contratto senza il consenso del proprietario (art. 2, L. 392/78).

5) Per una maggiore sicurezza si può richiedere il deposito cauzionale che, per legge, non è obbligatorio e non può superare le tre mensilità. Sulla cauzione il proprietario dovrà versare ogni anno all’inquilino un interesse pari al tasso legale.

6) La locazione a canone libero prevede che il prezzo dell’affitto sia stabilito tra il proprietario e l’inquilino. A fronte del canone libero, il contratto ha come obbligo la durata da parte del proprietario 4 anni più 4 di rinnovo automatico.

7) ll contratto di locazione a canone concordato prevede un affitto calmierato: non può superare un tetto massimo stabilito da accordi territoriali tra le principali Organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. Riguarda i contratti ad uso abitativo, ma anche ad uso transitorio o per gli studenti universitari. Ha una durata di 3 anni + 2 di rinnovo (o 3) per le abitazioni, da 6 mesi a 3 anni, per gli studenti universitari, da 1 a 18 mesi, per i contratti transitori.

8) Non accettare la proposta di intestare al proprietario le utenza (gas, luce, acqua ecc).

9) Con il decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013 il proprietario deve rendere disponibile l’attestato di prestazione energetica dell’unità immobiliare da affittare. Questi obblighi si riflettono anche sul contenuto del contratto, poiché le parti sono ora tenute ad inserire in esso una specifica clausola.

10) Farsi dare precise referenze, specie in ordine ai pregressi rapporti di locazione e verificare la solvibilità dell’inquilino.

Redazione

 

Mutui in crescita nel 2015

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Volete comprare l’appartamento dei vostri sogni? Avete in mente una ristrutturazione perfetta e avete bisogno di un prestito? Nel 2015 i mutui hanno registrato una netta ripresa.

Le nuove erogazioni di prestiti bancari sono quasi raddoppiate rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno, con un incremento annuo del +97,1% per quanto riguarda i muti per l’acquisto di case e pertinenze da parte delle famiglie.

I dati dell’Abi (Associazione bancaria italiana) sono basati su un campione rappresentativo di banche (oltre l’80% del mercato).

​I dati relativi a gennaio-dicembre del 2015 sottolineano la forte ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni.

Circa un terzo di questi nuovi prestiti è dovuto a nuove contrattazioni di vecchi prestiti: l’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è infatti pari, nell’intero 2015, a circa il 31%.

I mutui a tasso variabile rappresentano, nell’intero 2015, il 42,8% delle nuove erogazioni complessive. I mutui a tasso fisso sono in forte crescita, a dicembre 2015 sono stati i due terzi delle nuove erogazioni, nello stesso periodo nel 2014 erano meno del 25%.

La forte ripresa dei prestiti si sta riflettendo anche sul totale dei mutui in essere delle famiglie. Sulla base degli ultimi dati ufficiali disponibili, relativi a fine novembre 2015, l’ammontare complessivo dei mutui in essere delle famiglie ha registrato un variazione positiva dello 0,5% nei confronti di fine novembre 2014, confermando la ripresa del mercato dei mutui.

Fonte: www.abi.it